E rieccomi a casa! Alla fine dei conti sono tre settimane che sono a zonzo…sarà per questo che il ritorno è stato più “traumatico” del solito?… Domenica sono tornata dalla Svizzera, e, giusto il tempo di far migrare qualche maglietta dal trolley allo zaino, mi sono concessa una “due giorni in solitaria” in quel di Arezzo. Le mie trasferte estive, dunque, oggi si sono ufficialmente esaurite: les jeux sont faits! Fino al Festivalfilosofia di settembre (che quest’anno, per chi fosse interessato, avrà come tema la “fantasia”) non se ne riparla. Ce la farò?… Eh, per forza ce la farò

Avevo dimenticato quanto pesasse lo zaino sulla schiena…ma, a parte questo, ho assaporato quietamente i piccoli piaceri del viaggiare nuovamente da sola. Con questo, non intendo affermare che vagabondare in solitaria sia in assoluto più piacevole dell’essere in due…no no: ma, visto che la congiunzione astrale attuale mi riserva questo particolare stato di cose (è un modo di dire eh, non è che mi diletti di astrologia), ho cercato di accettare il più serenamente possibile questa mia condizione, che sentii profondamente mia già qualche anno fa, e che a dire la verità sono anche abbastanza contenta di aver avuto l’opportunità di riscoprire.
Avete presente il detto “fare di necessità virtù“? Ecco, proprio quello! (ho imparato da Svevo a smascherare i miei più subdoli auto-inganni!
)
Ora vi faccio un esempio, per dire: sono stata circa un’ora dentro al Duomo, beandomi dei colori delle meravigliose (me-ra-vi-glio-se!) vetrate di Guillaume de Marcillat, esplorandole in dettaglio una ad una (accompagnata solo da una “guida del viaggiatore raffinato” - giuro che la collana si chiama così!
- provvidenzialmente acquistata poco prima): son cose che se sei in due difficilmente puoi fare, perché per quanto tu sia egoista (e io lo sono, credetemi!), arriva il momento in cui ti prende un minimo di pietà per chi ti accompagna… C’è poco da fare, insomma: ogni libertà ha i suoi pro e i suoi contro.
Comunque, sono stati due giorni complessivamente buoni: un vento fresco che sembrava di essere al mare, liltri di tè freddo tracannati tra una passeggiata sui bastioni della Fortezza Medicea e una scarpinata su per Corso Italia, e, tra le tante, la doverosa visita al ciclo di affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, nella basilica di San Francesco: sempre una bella emozione, nonostante Piero non sia in cima alla mia hit-parade pittorica.


Ciliegina sulla torta, il concerto di Ludovico Einaudi di ieri sera, nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro romano. Alla fine del primo pezzo, uno sparuto gruppetto di spettatori (tra cui la sottoscritta) hanno disertato le tribune per installarsi nella grande porzione di prato lasciata libera dalle seggioline della “platea” e immersa nel buio, a poca distanza dal palco. Da quel momento in poi, tutto è stato assolutamente perfetto: il cielo stellato da togliere il fiato; l’erba umida sotto i piedi; il buio intorno; le luci sul palco che inseguivano l’intensità della musica; il palpitare, come fioche lucciole arancioni, delle sigarette accese da noi “fuoriusciti”, attratti da un margine solitario che chissà come ci faceva sentire infinitamente più al centro di tutto… Tutto questo, vissuto con quella musica, bè…è stata un’emozione talmente sfaccettata e intensa, che forse non ha molto senso cercare di renderla a parole. Io so solo che mi sono sentita meravigliosa perché quegli attimi lo erano: una progressione vibrante di piccole perfezioni che avevano il potere di rendere la mia solitudine ancor più immensa, sì, ma dolcissima, ammantata da una specie di solennità maestosa che me l’ha mostrata come degna di un rispetto infinito.
Peccato che poi l’effetto svanisca in fretta… Ci vorrebbe un concerto del genere ogni settimana! ![]()

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Bentornata, Serena. Ho scoperto (con immenso piacere) il tuo blog proprio mentre stavi facendo le valigie per partire e stavo aspettando il tuo ritorno per farti una proposta che non potrai rifiutare.
Posso includerti tra gli autori del Nonblog riportando qualcuno dei tuoi post? Mica si trova ad ogni angolo di strada una persona che scriva come te; è un’occasione troppo ghiotta per un blog come il mio che ha come sottotitolo: Momenti di piacevole lettura.
Se sei d’accordo sull’iniziativa puoi anche segnalarmi tu stessa cosa ti farebbe piacere riproporre da me. Altrimenti faccio di testa mia, ma non prima di aver ricevuto la tua autorizzazione.
Se, per qualunque ragione, preferisci non farne niente non ci sono problemi, continuerò a seguire il tuo blog con lo stesso entusiasmo e simpatia.
Ti abbraccio
H.
Ehm, non ho fatto i compiti. Sono stato cattivo? No, è che sono entrato un po’ in crisi per via del photo-meme. Ci sto ancora lavorando.
Ad ogni modo, bentornata!
Bentornata!!!
bellissimo post, ricco di tutte le emozioni che devono averti accompagnata in queste tre settimane!
è un piacere tornare a leggerti ^_^
P.S. anch’io come Balpa sto ancora lavorando al photo meme… sono a 3 foto su 5… ci devo mettere solo un po’ di buona volontà…
Grazie per questo blog: molto interessante e foto molto belle.
Vi segnalo un altro blog utile a chi ha intenzione di mettersi in viaggio: http://worldsitetravellers.wordpress.com/
Ciao
b e n t o r n a t a !!!!!!
che belle foto di arezzo… e del concerto? visto che sembrava di camminare su una nuvola???
alla prossima!
@ balpa & nuvolette: meme-pigroni che non siete altro!!! (a parte gli scherzi, mica dovete farlo per forza eh! E visto che siamo in periodo di vacanze, potete fare appello alla mia clemenza
)
@LauBel: sì avevi proprio ragione, il concerto è stata un’esperienza da sogno, più di quanto immaginassi, e se possibile la “cornice” è riuscita a renderlo ancora più emozionante! Tra l’altro ha fatto un bis lunghissimo, con un medley per piano solo e alla fine un pezzo che credo fosse un’anteprima del prossimo album! Unica pecca: la macchina fotografica, per l’appunto, dimenticata in camera…
…E’ bello rileggervi!
@Habanera: Benvenuta! No no, non ci penso nemmeno a rifiutare la tua proposta, e anzi, ti ringrazio, mi fa davvero tanto piacere!
Capito spesso sul tuo bel blog, e a dirti la verità sono anche un po’ perplessa circa il “meritarmi” di farne parte… Per questo preferisco lasciarti carta bianca: ogni volta che troverai qualcosa che consideri adatto, fai pure come fossi a “casa tua”, e prendilo
Grazie ancora, e a presto!
@federuco: Benvenuto anche a te! Mi eri andato a finire nello spam, per fortuna me ne sono accorta e ti ho recuperato
Il link sembra molto interessante, grazie tante!