“Lungo la strada” di Herman Bang
Niente copertina né link ad aNobii, stavolta, dato che si tratta di un libro ormai fuori catalogo e non più disponibile nelle librerie da diverso tempo (su aNobii ce l’abbiamo in 3: è una rarità): un motivo in più per cogliere l’occasione, specie se vi incuriosice la letteratura nordica (Bang era danese)
Quarta di copertina: «Bastò il viso malinconico di una giovane donna affacciata alla finestra di una stazioncina di campagna per far nascere nella mente dello scrittore danese Herman Bang la vicenda di “Lungo la strada”. La strada, in questo capolavoro del naturalismo nordico, è appunto quella ferroviaria, e passa davanti al minuscolo scalo dove vivono il capostazione Bai e la giovane moglie Katinka, la cui dolcezza disarmata contrasta con la volgarità e la grettezza del marito. Intorno, una piccola folla di personaggi curiosi e amabili, invadenti e affaccendati, tutti trattati con la mano felice degna dell’appassionato lettore di Flaubert che fu Bang. Un giorno, nella cittadina giunge il nuovo fattore, il malinconico Huus, e l’affinità di sentire che lo lega a Katinka non potrà non suscitare una reciproca, dolcissima attrazione. Proprio questa delicatezza, questa totale inadeguatezza alla vita, però, segnerà l’impossibilità dell’amore. “Lungo la strada” si sviluppa con il rigore di una formula narrativa sperimentata, ma ciò che lo rende memorabile per il lettore è l’inimitabile “scrittura scenica” di Bang, la capacità di dire senza descrivere, la straordinaria qualità pittorica che gli valse la definizione di “primo degli Impressionisti” da parte di un illustre ammiratore come Claude Monet».
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