[Sei in cerca di info sulla collana "Oltre i giardini"? Allora potrebbe interessarti anche questo post: ci trovi un ricco pdf di presentazione della collana da scaricare liberamente
]
La Bollati Boringhieri è una di quelle case editrici che ogni tanto verrebbe la voglia di avere una vita di riserva giusto per poterla impiegare leggendo tutti i libri che hanno in catalogo, talmente vasta e molteplice è la rosa delle discipline trattate nei saggi pubblicati. Proprio in questi giorni è stata annunciata la nascita di una nuova collana editoriale consacrata ad una tematica circoscritta quanto meravigliosamente inconsueta e stimolante, almeno per la sottoscritta (e, credo, per ogni inguaribile Lettore-Onnivoro-E-Curioso): “Oltre i giardini”, si chiamerà.
Copincollo dal comunicato stampa:
- «Le piante, i boschi, i giardini, il paesaggio sono elementi fondamentali della nostra identità. “Oltre i Giardini” è una collana che si propone di indagare i legami speciali tra paesaggio e pensiero, giardino e arte, natura e società e, attraverso il contributo di studiosi di diverse discipline e orientamenti culturali, mira a cogliere una visione del paesaggio la più ampia e articolata possibile, adeguata alla complessità del tema e in sintonia con la contemporanea concezione del sapere. Risultato dell’incontro e dell’intreccio di elementi biofisici e antropici, economici, sociali e culturali, il paesaggio può essere compreso solo a patto di incrociare e confrontare, oltre ai percorsi architettonici e progettuali, quelli tracciati dalla letteratura, dalla filosofia e dall’arte prima ancora che dalle scienze biologiche e sociali».
Tra i titoli appena pubblicati inerenti questa neonata collana, mi limito a segnalarvi, giusto per darvi un’idea: “Il giardino come spazio interiore” di Ruth Ammann («Ruth Ammann, forte della doppia esperienza di architetto e psicoterapeuta, coniuga la concezione reale di giardino come elemento naturale con quella simbolica di “giardino dell’anima”, ossia luogo terapeutico, archetipo della vita, immagine interiore positiva, fonte di energia e speranza, spazio vitale.») e “Il bello di essere pianta” di Patrick Blanc («Protagonista di questo vivace racconto è una piccola pianta del sottobosco della foresta tropicale. Patrick Blanc ci fa riflettere in modo originale sulla similitudine tra il comportamento delle piante e quello dell’uomo: attraverso la storia dei rapporti ecologici intrattenuti da una singola specie, la Sonerila, ci parla del delicato equilibrio dell’ecosistema del sottobosco della foresta tropicale e delle interazioni tra le varie specie vegetali e animali.»). Maggiori info e assaggi di lettura in anteprima, qui.
C’est tout!
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Per il resto, niente. Sono giornate troppo incalzanti, non ci riesco a stare al passo. Le vivo in automatico. Di corsa, d’istinto, e con pochi pensieri in testa.
Mi rimetto docilmente agli eventi, e aspetto stoicamente di trovare di nuovo il tempo per rispondere ad uno a caso tra i miei molesti, strampalati, ermetici interrogativi…
Che ci faccio qui?
(A. Rimbaud - lettera dall’Etiopia)

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bello, sembra interessante …il giardino come spazio interiore
…e la seconda vita per leggerli tutti dove si trova?
Non mi viene in mente nulla circa i giardini… ma l’interrogativo di Rimbaud mi fa pensare ad un omonimo libro di Bruce Chatwin… chissà se c’è qualche pertinenza…
BUENA VIDA
p.s. ma che fine hai fatto?
@laFra: io infatti mi sa che sarò costretta a comprarmelo appena esce, quel libro lì.
Per me i giardini sono…boh, non so come spiegarlo: dammi un albero e un po’ d’erba, e io sto bene. Anche nelle situazioni peggiori, anche nel caos più totale: mettimi in mezzo al verde, e mi riconcilio - momentaneamente - col mondo
Per quanto riguarda la seconda vita, invece…mi sto informando al riguardo. Appena so qualcosa ti aggiorno
@Capitano: c’hai preso!
La pertinenza c’è eccome. L’interrogativo di Rimbaud, non per niente, l’ho preso proprio da “La Via dei Canti” di Chatwin. Hai presente la seconda parte del libro, intitolata “Dai taccuini”, dove ci sono raccolte un sacco di belle citazioni? Ecco, quella di Rimbaud viene da lì: è una citazione “di seconda mano”
Ciao Barbottina
grazie per la segnalazione (nonostante sia il mio campo ancora non la conoscevo)
Un libro per un sorriso è una delicata idea…
Bye Bye
Ciao Paolo, mi fa piacere che la segnalazione ti sia stata utile! E’ una collana particolarmente originale e i primi titoli lasciano ben sperare…non resta che attendere che escano in libreria per vedere se sono all’altezza delle aspettative!