
Marc Chagall, Sera alla finestra (1950 - Galerie Rosengart, Lucerna)
Ci sono sere in cui si fa più fatica. Specialmente quando c’è quel silenzio così terso e tiepido, quel silenzio che sa già un po’ d’estate, di gelato, di chiacchiere insonni e sottovoce, di complicità. Ci sono sere in cui vorresti che la telepatia fosse un fenomeno plausibile. E stringi a lungo gli occhi chiusi, con convinzione, e pensi forte, così forte che il pensiero quasi si muta in parola; come quando, da bambini, si è persuasi dell’infallibilità dei desideri. Come quando era permesso, crederci ancora. E tanto bastava a farli avverare.
Sere come questa, che guardi un quadro e vorresti farne parte, entrarci dentro e rimanere impigliato ai riverberi di quell’ora blu, anche se questo significasse restarci imprigionato per l’eternità. Sere in cui vorresti appendere il ricordo di un abbraccio a quello spicchio di luna in bilico, così che, ovunque si trovi la persona che ti manca - purché in questo mondo pesante e reale - riesca comunque a vederlo così come lo vedi tu. E a riconoscerlo, anche. Magari. Chissà. Chissà se cambierebbe qualcosa, ti chiedi. E hai l’accortezza di scordare di risponderti.
Ci sono sere, proprio identiche a questa, in cui vige una sorta di impunità benevola nei confronti delle illusioni più impavide e azzardate. E anche la fitta più profonda e aspra, alla fine, servirà comunque a farti esclamare “sono viva, almeno”.
E la notte si acquattava nelle stanze,
animale ferito, trafitta dal nostro dolore.
(R.M. Rilke)

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Conosco bene la fatica di serate come queste…
Bellissimo il quadro di Chagall, intonatissimo agli stati d’animo che comunichi!
Fra’
Mi fa piacere che anche a te paia “intonato”
Chagall è uno dei miei pittori preferiti…e la sua “Passeggiata” è forse il quadro a cui sono più legata, in assoluto.
Ebbi la fortuna di vederlo una volta, dal vero, in una meravigliosa mostra a Parigi. Fu un’emozione che difficilmente scorderò
Mi piace il suo essere una rappresentazione del concetto stesso di Felicità, come secondo me ce ne sono poche nella storia dell’arte.
La “Felicità” è già di per sé un tema relativamente poco frequentato nella pittura di ogni tempo…e, quand’anche presente, il più delle volte è “annacquato” da allegorie, metafore, finezze stilistiche, velate malinconie…. nella Passeggiata invece no.
Quel quadro è Felicità pura, senza niente intorno.
…Mi sa che un giorno dovrò dedicargli un post